ERNST JÜNGER E IL PENSIERO DEL NICHILISMO
Convegno internazionale di
studi
20 (ore 15- 18,30) e 21 ottobre 2000 (ore 9,30-12,30 /
15-18,30)
Palazzo delle Stelline, corso Magenta, Milano
Sulla soglia dell'inizio di
questo secolo appena concluso Friedrich Nietzsche aveva saputo pronosticare, con
la straordinaria antiveggenza che caratterizzò il suo sguardo, l'epoca
che si stava annunciando come quella che avrebbe portato a compimento una
vicenda il cui inizio è strettamente intrecciato, fino a costituirne il
segreto destino, con il sorgere stesso dell'Occidente. A quello che con sempre
maggiore evidenza gli si mostrava come "il più inquietante degli
ospiti", Nietzsche per primo diede il nome di "nichilismo",
intendendo con questa espressione riassumere la logica interna che presiede, fin
dal suo sorgere, al pensiero europeo-occidentale e alla sua duplice scaturigine
greca ed ebraico-cristiana. Nella suggestiva immagine di un
"deserto che cresce" egli ci ha consegnato forse la più
efficace rappresentazione di un processo inarrestabile di distruzione, in cui la
forza annientatrice del nulla appare affermarsi in tutta la sua immane
volontà di potenza.
Probabilmente nessuno meglio di
Ernst Jünger ha saputo cogliere, tra fascinazione e distacco prognostico, i
tratti inquietanti delle nuove prospettive dischiuse dall'orizzonte
nichilistico, del quale ci ha offerto una straordinario repertorio di immagini e
figure, unendo alla sua penatrazione filosofica un non comune talento visionario
di scrittore.
Il convegno si propone dunque
di portare all'attenzione di un pubblico più vasto dei semplici
"addetti ai lavori" quello che appare ormai come uno dei massimi
pensatori del Novecento. Costretto finora soprattutto entro la riduttiva
prospettiva ermeneutica del distaccato ed elegante scrittore dei diari della
Prima Guerra mondiale, della quale fu ardimentoso combattente, assai meno
indagato è invece il nucleo propriamente filosofico della vasta e
fondamentale riflessione jüngeriana intorno al mondo della tecnica e
dell'Operaio, scaturita da una "metafisica" del lavoro in forte
contrasto con la visione economicista tanto marxista che borghese. Ma dal tema
dominante della tecnica e della provocazione autodistruttiva nei confronti della
Terra, Ernst Jünger ha saputo trarre anche altre importanti
riflessioni, sia sul piano etico-religioso, denunciando la necessità di
una nuova teologia che sappia corrispondere al risorgente bisogno di
spiritualità, sia sul piano politico, prefigurando temi, oggi divenuti di
grande attualità, come quelli della mondializzazione e globalizzazione e
di un conseguente "governo" mondiale, ma addentrandosi, anche, in
prospettive più metafisiche, cogliendo la diffusa percezione, nella tarda
modernità, di essere giunti alla "fine della storia" e
all'approssimarsi al "muro del tempo". Tutti temi che hanno
fatto di Jünger l'autorevole interlocutore (e talora ispiratore) di Martin
Heidegger e Carl Schmitt, oltre che dello stesso fratello minore Friedrich
Georg, autore di quella Perfezione della tecnica di recente tradotta in
italiano, ma da molti decenni libro-guida degli ecologisti tedeschi.
Primo
organico confronto in Italia fra alcuni dei più autorevoli studiosi del
pensiero jüngeriano e del nichilismo, dopo il simposio di Napoli, il
convegno intende far convergere l'attenzione su un autore che per molto tempo
è stato trascurato, o fatto oggetto di contrastanti proiezioni
ideologiche, talora ugualmente e pregiudizialmente parziali, per evidenziare la
portata non aggirabile e la complessa sfaccettatura del suo pensiero, strumento
oggi più che mai indispensabile per orientarsi in un mondo che rischia
l'azzeramento del suo insostituibile pluriverso e per interpretarne la direzione
di marcia.
Comitato
promotore:
Regione Lombardia - Assessorato
Cultura
Università degli Studi di Pavia, Dipartimento di
Filosofia
Organizzazione
scientifica:
Prof. Luisa Bonesio, Università di Pavia
tel.
0330 720844; 0382 506284
Segreteria - Ufficio stampa: Manuela
Badariotti: tel. 0338 6246446
PROGRAMMA
VENERDÌ 20
OTTOBRE
0re 15,00
Apertura del convegno
Saluti del Direttore del Dipartimento
di Filosofia
Ettore A. Albertoni
(Assessore alle Culture, identità e autonomie della Regione
Lombardia)
Presiede: Roberto
Esposito
Giulio M. Chiodi
(Università "Federico II" di
Napoli)
Natura, vitalità, figure
Carlo Galli
(Università degli Studi di Bologna)
La posizione di
Ernst Jünger nel pensiero politico del nichilismo
Caterina Resta
(Università degli Studi di Messina)
Mondializzazione
e nichilismo. Due prospettive a confronto: Ernst Jünger e Carl
Schmitt
Alain de Benoist
(Saggista)
Jünger et Heidegger face au
nihilisme
SABATO 21 OTTOBRE
ore 9,00
Presiede: Claudio
Risè
Roberto Esposito
(Istituto Universitario Orientale di Napoli)
Jünger: il
niente dell'opera
Domenico Conte
(Università "Federico II" di
Napoli)
Jünger, Spengler e la storia
Luisa Bonesio
(Università degli Studi di Pavia)
Fisiognomica del
nichilismo
Vincenzo Vitiello
(Università degli Studi di Salerno)
Dämmerung
des Abends, Dämmerung des Morgens
Ore 15,00
Presiede: Vincenzo
Vitiello
Michael Großheim
(Università di Rostock), Kultur als last Ernst Jüngers
Motiv der kulturellen "Gepäckerleichterung" im
geistesgeschichtlichen Kontext
Quirino Principe
(Conservatorio "G. Verdi" di Milano)
Nietzsche e
la sua ombra. Jünger, il suo viaggio e le sponde del
nulla
Heimo Schwilk
(Giornalista, scrittore))
Globalisierung - Ernst Jünger
und der Welstaat
Franco Volpi
(Università degli
Studi di Padova)
Tra la polis e lo stato
mondiale
Esposizione
Michael
Ferwagner
nato a Karlsruhe nel 1957
studi di
pittura e di grafica
vive a Berlino
In Jünger, Ferwagner ha
ritrovato lo sguardo "dall'alto" di un ritratto di nobile del XVIII
secolo visto nel corso di una sua visita giovanile ad un museo.
Sguardo
altero e condiscendente. Sguardo freddo: inaridente, confrontante, che mantiene
una certa distanza.
Sguardo aristocratico.
È questo sguardo che
Ferwagner ha cercato di trasferire nelle sue opere. Lavoro in studio come
incontro con una tale personalità, cercando di trovare in un essere
apparentemente immortale le tracce della sua
umanità.
Selezione
1983 Badischer Kunstverein
Karlsruhe
1987 Gesellschaft der Freunde
junger Kunst, Baden-Baden
1988 Gesellschaft der Freunde
junger Kunst, Frankfurt
1991 Simultanhalle
Köln
1993 Kunstverein
Feldbach/Stuttgart
1994 Freie Kunstausstellung,
Berlin
1995 Galerie Mithna Ta
Ganu, Valletta /
Malta
Freie
Kunstausstellung,
Berlin
Maison de
Heidelberg, Montpellier